Scatta dal 6 aprile prossimo la riforma del regime dei resident not domiciled (ossia i non domiciliati), avviata in primavera dal governo tory. Con numerose novità in tema di disposizioni transitorie. Ecco come orientarsi Nel Regno Unito scatta dal 6 aprile prossimo la riforma del regime dei resident not domiciled (ossia i non domiciliati), avviata in primavera dal precedente governo tory, con numerose novità in tema di disposizioni transitorie. Il governo laburista, con il budget del 30 ottobre 2024, ha confermato in pieno l’impianto normativo della riforma. Il regime del res non dom viene abolito e sostituito con un nuovo regime, il cosiddetto regime Fig (acronimo di foreign income & gains), ma anche l’imposta di successione e la tassazione dei trust sono completamente riviste. Le modifiche introdotte non rappresentano un restyling ma una vera e propria rivoluzione copernicana.
Non si possono escludere eventuali interventi migliorativi per attenuare l’impatto di talune disposizioni ma il passaggio da domicilio a residenza deve considerarsi acquisito. Le persone fisiche attualmente residenti (e per quelle che hanno recentemente spostato la residenza all’estero o sono intenzionati a farlo o, ancora, hanno intenzione di uscire dal Regno Unito) sono chiamate a valutare fin da subito le possibili conseguenze e le eventuali opzioni derivanti innanzitutto dal passaggio dal domicilio alla residenza come principale parametro di collegamento fiscale con il Regno Unito. Dal domicilio alla residenza Cambia il criterio di collegamento con l’ordinamento tributario inglese sia ai fini delle imposte dirette che indirette: dal 6 aprile sarà rappresentato dalla residenza e non più dal domicilio.


